Le amministrazioni e gli enti pubblici, al fine di recuperare tributi e debiti non pagati, si rivalgono sul contribuente moroso bloccando il suo veicolo. Demolire auto con fermo amministrativo, si può fare senza saldare il debito?
La legge lo vieta e la risposta dovrebbe essere no. Tuttavia, una circolare ACI ha previsto la possibilità di rottamazione auto con fermo amministrativo. Vale la pena, dunque, comprendere bene quali sono i casi in cui è consentito e quali sono i passaggi da compiere.

Come demolire auto con fermo amministrativo

La Circolare A.C.I. del 16 settembre 2009, con prot. DSD/0011454/09, regolamenta il procedimento da seguire dopo aver pagato le somme dovute. È solo in questo caso, infatti, che è possibile richiedere la “cessazione della circolazione per demolizione” e cancellare il fermo amministrativo in maniera definitiva.

Come verificare se sul veicolo c’è un fermo

Il proprietario può verificare della esistenza di una eventuale iscrizione di fermo fiscale a carico del proprio veicolo direttamente al Pubblico Registro Automobilistico, competente per territorio. Il PRA lo si trova anche presso le delegazione ACI o può essere contattato online attraverso la visura della targa. Va ricordato che la iscrizione di un fermo fiscale impedisce di rottamare il proprio veicolo, fino a che il debito non risulta pagato.

Quali sono i passaggi?

Per primo occorre prendere contatti con l’Autorità competente che, di solito, è il Comando di Polizia Municipale del Comune ove si trova in sosta il veicolo d rottamare. In altri casi  potrebbe trattarsi del Concessionario che ha iscritto il provvedimento di fermo sul veicolo. Le informazioni sono rilasciate dal competente Pubblico Registro.
Si procede, quindi, a visitare il veicolo per verificarne e attestarne su relativo verbale, lo stato in cui si trova. Si verifica la carrozzeria, gli interni, gli pneumatici, i dispositivi di illuminazione, al fine di riportare se tali elementi sono ancora efficienti, non funzionanti o sono andati distrutti durante il fermo. È bene scattare anche delle foto per dimostrare come si trova il veicolo.
Prima di poter essere rottamato, occorre fare la  “Dichiarazione di inutilizzabilità del veicolo”, il solo atto che, come previsto dalla circolare ACI, consente la demolizione di un veicolo soggetto a fermo fiscale. Occorre inviare una comunicazione direttamente al Conservatore del PRA. La stessa sarà successivamente consegnata al richiedente e dovrà riportare la dicitura che il veicolo non è più atto a circolare, in quanto mancante delle parti essenziali, bruciato, gravemente distrutto o danneggiato. La documentazione passa a una ditta specializzata che provvede al trasporto con carro attrezzi e alla demolizione. A seguito della demolizione verrà consegnata la relativa attestazione, che dovrà completare la pratica avviata presso l’Autorità competente, al fine di dare certezza che il veicolo sia stato effettivamente e correttamente demolito.

Se l’auto subisce danni durante il fermo amministrativo?

È questa un’eccezione che aiuta. Se, infatti, il veicolo soggetto a fermo amministrativo ha subìto danni ingenti, oppure risulta distrutto a causa di incendi, incidenti stradali, calamità naturali, eccetera, può essere radiato.

La procedura corretta è:

  • richiesta di rottamazione deve essere consegnata insieme alla dichiarazione redatta da un’Autorità competente (Polizia, Vigili del Fuoco, guardie regionali, Soccorsi stradali, Demanio, Protezione civile, Prefettura), che attesta l’inutilizzabilità dell’auto
  • presentare una richiesta formale che da inoltrare all’ente titolare del fermo, specificando la motivazione per la demolizione
Sarà l’Autorità competente a dare notizia al Concessionario che ha iscritto il fermo che il veicolo è stato demolito. Al quale non resta che prenderne atto e, per poter pretendere il pagamento del , dovrà intraprendersi altre strade. Infatti, il bene posto a garanzia del pagamento non esiste più.